Uno dei primi moduli, molto usati dalle squadre inglesi nei primi anni del Novecento, era un modulo che potremmo definire ‘a piramide’. Di solito si collocavano cinque giocatori in attacco, tre a centrocampo, due in difesa. E con i triangoli si continua: il centromediano e le mezzeali formavano ulteriori triangoli ‘dinamici’. Al centromediano veniva affidato il compito di organizzare il gioco, era il grande ‘regista’, il giocatore che doveva avere notevoli doti atletiche.
Antonio Ghirelli, nella sua conosciutissima ‘Storia del calcio in Italia’, ci dice che le squadre mitteleuropee ovvero dell’ Europa centrale, soprattutto la Cecoslovacchia, eccellevano nel gioco di centrocampo ed erano molto abili a ‘triangolare’, ma a quei tempi i calciatori erano in possesso di una tecnica straordinaria che ottenevano con allenamenti metodici, si dedicava tanto tempo per affinare la tecnica, oggigiorno, purtroppo, non è più così, è anche per questo motivo che assistiamo a parecchie partite noiose.
Geometria e calcio: binomio importante. Per definizione, il triangolo è l’elemento chiuso, più semplice che si possa creare geometricamente. Un triangolo molto conosciuto fin dai tempi antichi è il triangolo pitagorico: un triangolo rettangolo, i cui lati sono relativi ai numeri 3, 4, 5 e loro multipli, qualsiasi sia l’unità di misura. E’ quasi certo che questi numeri e questo particolare triangolo fossero già noti agli Egizi. Tramite la traslazione di questo triangolo si può arrivare a capire il significato di un modulo ‘dinamico’ ovvero abbozzare una strategia di gioco. La traslazione è un movimento rigido su un piano, per nostra comodità possiamo utilizzare le coordinate cartesiane, ma non è necessario. Attenzione: non è un movimento rotatorio. Passando dal modulo ‘dinamico’ a quello ‘statico’, è opportuno esaminare le sezioni che ricaviamo con la traslazione per una migliore disposizione dei giocatori sul campo.
Se agli albori del calcio si preferiva una squadra lunga, attualmente le squadre sono solitamente corte, poiché i giocatori hanno la necessità di effettuare passaggi veloci, e la triangolazione è sempre utilissima, per aprire nuovi spazi, ad esempio. L’avanzamento avviene sulle linee diagonali del campo … e i triangoli sono proprio ricorrenti nel calcio di ieri e di oggi.
Vi dò un suggerimento: tenete presente per i moduli ‘dinamici’ la spirale di Teodoro. Si inizia da un triangolo rettangolo isoscele con lato che può essere la radice di due, è facile ricavare l’ipotenusa, e l’ipotenusa del nostro primo triangolo sarà il lato del secondo triangolo sempre rettangolo isoscele, proseguite a ragionare da soli, guardando la figura. Con questi triangoli otterremo una spirale, dopo aver costruito la spirale, provate a pensare ad altri modi di avanzamento sul campo, tramite ‘triangolazioni un po’ diverse’. Cerchiamo sempre di essere creativi.
Ed ora, creatività al primo posto, proviamo ad interpretare il modulo di parecchi conosciutissimi allenatori, a modo nostro, mi riferisco al 4-4-2. Prendiamo in considerazione lo schieramento lineare.
Quattro uomini in difesa con gli esterni pronti a svolgere altri ruoli, a seconda delle necessità. Nella zona di centrocampo altri quattro uomini, due con ruoli di attacco, se richiesto dalle circostanze e il tanto prezioso ‘regista’ che dà il ritmo al gioco. L’avanzamento ideale può essere ‘a molla’. Attacco: lo schieramento a due punte è ovviamente variabile. Ho detto poco? Sì, perché questo modulo va analizzato e interpretato da … Voi.
Vocabolario calcistico dedicato ai bambini e a tutti coloro che iniziano ad accostarsi al calcio:
CARTELLINO GIALLO: cartellino mostrato dall’arbitro in caso di ammonizione.
CARTELLINO ROSSO: cartellino mostrato dall’arbitro in caso di espulsione.
CATENACCIO: modulo tattico che si caratterizza per una spiccata attitudine difensiva.
CONTROPIEDE: azione veloce di ripartenza da una situazione di attacco di una squadra in una situazione favorevole alla squadra avversaria, per cogliere impreparata la difesa.
CROSS: tiro spiovente diretto da una fascia laterale del campo verso l’area di rigore avversaria, allo scopo di passare la palla agli attaccanti.
PALLONETTO O CUCCHIAIO: tiro a parabola per scavalcare l’avversario, è lento, centrale, realizzato colpendo il pallone nella parte inferiore con il collo del piede. La Fisica aiuta a capire il ‘pallonetto’, bisogna tener presente il fattore velocità e la variazione di pressione dell’aria su palla rotante.
Sarebbe interessante se ora i lettori riempissero fogli e fogli con formule matematiche, disegni geometriche e… perché no?… Moduli e strategie di gioco.
Dò questo compito soprattutto ai giovanissimi: cercate voi la spirale di Teodoro, meglio sfogliando un libro rispetto alla ricerca tramite internet.
Daniela Asaro Romanoff